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Un NuovoAnno, Un NuovoNoi

E così abbiamo aperto le danze ieri sera, 23 gennaio 2019. La prima serata di DonneStella alla quale ho avuto l’onore di partecipare e portare il mio piccolo contributo.

Questa canzone meravigliosa perché? Perché mi muove il cuore, lo sento in gola che batte come se bussasse perché vuole essere visto.

Un Nuovo Anno, unNuovo Noi era il titolo della serata, dedicata alle donne fantastiche che con noi si sono attivate con l’intenzione di prendersi cura di se ed essere ogni istante un pochino più consapevoli.

Tre semplici spunti su cui lavorare da ora..

Una piccola parentesi sul significato di semplice:..qualcosa che non è difficile da aprire alla propria conoscenza, ma che appunto va aperto. Testo originale pubblicato su unaparolaalgiorno.it: https://unaparolaalgiorno.it/significato/S/semplice)
  1. riconosciamo ciò che è
  2. viviamo il momento presente
  3. lasciamo fluire le emozioni

… nei prossimi giorni per ogni spunto vi proporrò un approfondimento in base sempre al mio vissuto!

Grazie ancora a tutte (anzi tutti.. era presente anche Ennio!)

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time off: facciamo pausa

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Sento la necessità di fermarmi. I miei pensieri chiedono di fare Pausa

Li uso troppo, approfitto del loro egocentrismo, mi giustifico dietro al loro bisogno di sentirsi al centro di qualsiasi situazione.

Ho bisogno di ascoltare tutto il patrimonio inesplorato che ho dentro. Ho bisogno di scendere dalla testa al cuore. Ho bisogno di sentire il respiro che anima ogni mia cellula.

Ho bisogno di meno confusione e più semplicità. Ho bisogno di essere in pace, senza temere la solitudine della mia anima.

Ho bisogno di pregare la parte migliore di me, di invocarla, onorarla, offrirle il mio tempo così prezioso.

Ho bisogno di commuovermi insieme al resto dell’universo e sentirmi parte di esso.

E tutto questo lo farò al martedì e al venerdi dalle 13,45 alle 14,30 e al giovedì dalle 19,45 alle 20,30.

Se anche tu senti di aver bisogno di questo, sono felice di condividere con te questi momenti di pausa.

Da martedì 8 gennaio io incomincio a Fare Pausa presso il mio studio, in via Pasolini 23 a Modena.

Ti chiedo gentilmente di contattami per tempo per avvisarmi della tua presenza.

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costellazioni familiari: “il doppio legame”

SENZA RADICI NON SI VOLA … ed eccovi un altra occasione per “stare bene”.. magari alle volte non è facile e ci si sta anche male, ma gli incontri di Costellazioni Familiari, tenuti da Stefano Saviotti presso il Centro RuYi a Bologna, sono momenti indimenticabili che ti guidano con dolce fermezza alla visione e risoluzione del problema che ti sta impedendo di prendere il volo!

quando?domenica 10 maggio 2015 dalle ore 9.00 iscrizione, ore 9.30 inizio, ore 13.00 pausa pranzo, ore 14.30 ripresa, ore 18.30 conclusione.

dove? centro RuYi via delle Lame 69 Bologna

con chi? dott. Stefano Saviotti e dott.ssa Diana Marchesi

Info ed iscrizioni: mail: info@ruyi.it, sito: http://www.ruyi.it, tel. 051553210.

il tema trattato:

Ciò che ci lega ai nostri genitori è una forza d’amore primaria: quella della fedeltà. La sua tenacia la porta ad esprimersi in un modo estremo, positivo o negativo che sia. Quello che rende difficile maneggiare questa forza è la sua stessa imprescindibile necessità: la vita dei figli ha avuto origine dai genitori. Il dono della vita crea un legame che può manifestarsi in molti modi, a volte anche sotto forma di un totale rigetto, ma, a ben guardare, si rivela essere sempre indissolubile.

Già questo, nella vita reale, non è sempre facile da riconoscere e comprendere. Per di più, interviene un secondo fattore a complicare le cose: il fatto che i genitori sono anch’essi figli. In quanto figli, tendiamo a vedere i nostri genitori solo come tali, invece loro, dato che anch’essi sono figli, vedono principalmente se stessi come figli dei propri genitori. E così, nella maggioranza dei casi succede che i genitori si rivolgano, spesso inconsapevolmente, ai propri figli in modo duplice: come genitori e come figli.

Ne consegue che, i genitori diventano portatori di un doppio messaggio. Come genitori vorrebbero che i figli fossero diversi e migliori di loro stessi, che realizzassero le loro aspirazioni, utilizzando gli strumenti che hanno lasciato ad essi in eredità. Come figli, invece, sembrano chiedere ai figli di fare proprio come loro, di seguirli e di imitarli, e così assolverli dalle loro carenze e dalle loro debolezze.

La stessa cosa succede a noi stessi nel momento in cui ci ritroviamo a essere genitori. Da un lato ci sentiamo orgogliosi di lasciare andare i nostri figli incontro alla vita, forti delle ricchezze morali e materiali che abbiamo loro trasmesso. Dall’altro, spesso più sottilmente e inconsapevolmente, chiediamo loro di non abbandonarci, di perdonarci gli errori, che abbiamo inevitabilmente commesso, quando eravamo più giovani.

Questo si incontra con il fatto che da bambini ci sentiamo tanto onnipotenti che ci colleghiamo facilmente con il secondo messaggio. Dato che nell’infanzia daremmo la vita per vedere i nostri genitori felici, ci sintonizziamo spontaneamente con la loro parte bambina. Le loro mancanze risuonano in noi fortemente, le sentiamo come richieste indirizzate proprio a noi e ci sentiamo obbligati a soddisfarle, anche a caro prezzo.

Il bambino non pensa che così facendo i genitori non avranno nessun vantaggio, anzi si sentiranno giudicati e criticati. Come nella parabola dei talenti, i genitori, quando si riconoscono tali, non sono affatto contenti nel vedersi restituire intatta l’eredità che ci hanno lasciato. Da adolescenti, poi, sentiamo il peso di quelle che continuano a sembrarci richieste rivolte direttamente a noi e cerchiamo di sfuggirle, ribellandoci oppure infliggendoci infelicità che diano il segno della frustrazione che proviamo.

Da adulti ritorniamo, spesso dolorosamente, a fare i conti con tutto questo. Oscilliamo fra l’atteggiamento adolescenziale e quello infantile: fra il bisogno di mettere fra noi e i nostri genitori una distanza che ci salvaguardi e l’antico desiderio, mai del tutto sopito, di essere così importanti per loro da spingerli a guardarci per quello che siamo e così entrare in contatto con loro e finalmente riuscire a guarirli e a salvarli.

Se siamo genitori, non sarà difficile renderci conto che anche noi stessi siamo stati presi in questo meccanismo. Quando i nostri figli reagiscono in modo inaspettato, quando sembrano recepire qualcosa che non esprimiamo, vuol dire che sono collegati alla parte di noi stessi che non è cresciuta e che ancora aspetta un contatto più profondo con chi ci ha generato. Vediamo i nostri figli rispondere non tanto a ciò che desideriamo trasmettere loro, ma soprattutto a ciò che non vogliamo vedere di noi stessi.

Sia che siamo genitori, sia che non lo siamo, dato che siamo comunque figli, sarebbe utile, per la nostra vita e per quella dei nostri figli, riconoscere in noi stessi, anche tramite loro, le nostre parti rimaste bambine. In questo modo riusciremo a distinguere ciò che ancora ci aspettiamo da chi ci ha preceduto, da quello che vorremmo proporre e chiedere ai nostri figli e alle persone che attraversano la nostra vita.

Per consulenze individuali contattare sempre l’Ass. RuYi per prendere appuntamento.

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MASSAGGIO ANTISTRESS… anche io lo voglio!!!!

buon giovedì a tutti.. qui dalle  mie parti pioviggina e mi sa che almeno per oggi il sole se ne starà nascosto da qualche parte dietro a questo mantello grigio. Non che il grigio non mi piaccia ma… preferisco un bel cielo azzurro!

Dunque, visto anche il meteo, perché non concedersi un bel Massaggio Antistress?

Forse conoscete tanti tipi di massaggio, da quello sportivo a quello estetico a quello ayurvedico.. in effetti sono davvero parecchi, tra cui Il Massaggio Antistress.

Ve lo presento oggi, visto che da quando ho ripreso la mia attività di consulenza mi fa spesso piacere proporlo..

il MASSAGGIO ANTISTRESS: è un trattamento completo, efficace e piacevole per:

alleggerire la testa, confortarci in momenti di stanchezza,

aiutarci a digerire sia il cibo che eventi pesanti,

portare armonia nel respiro, calmare il cuore

ma anche per disturbi del sonno, abbassamento delle difese immunitarie, ipertensione, bruciori di stomaco, frequenti raffreddori, frequenti e fastidiose infezioni, quali cistite, bronchite, stomatite, ecc.,mal di testa, contratture muscolari, colite, stitichezza

Solitamente io abbino anche i Fiori Di Bach, qualche vibrazione della mia Ciotola Tibetana ( ringrazio Donatella per avermi insegnato a suonarla e avermi con lei accompagnato durante il travaglio), l’energia di alcuni cristalli (anche qui grazie Dona!) e il profumo degli ilii essenziali.

Posso assicurarvi che è un’ora in cui il nostro corpo si riappropria di sé, i pensieri si zittiscono e la mente leggera se ne vaga senza pretese.

Vi metto la definizione di stress, considerato il male del secolo.. da Wikipedia si definisce stress…

Stress per me è quando non lasciamo fluire le cose.. e per cose intendo i pensieri, la nostra reazione agli venti, le emozioni, i momenti in cui con tutte le nostre forze vogliano risalire la corrente facendo una fatica incredibile. Un immagine molto chiara che mi è spesso davanti agli oggi è una montagna dalla quale nasce un fiume che percorrendo le valli si riversa nel mare.. la corrente di questo fiume può essere più o meno intensa.. ci saranno strettoie dove aumenta la sua forza e ampie radure dove scorre lento e silenzioso.. ma la sua direzione è sempre quella: non potrà mai ritornare alla montagna dalla quale nasce!

dunque un buon “fluire” a tutti e ..

regalatevi un bel Massaggio Antistress!!!

costellazioni, costellazioni familiari, psicoterapia

il messaggio dei sintomi

Prossimo incontro con le Costellazioni Familiari: domenica 11 aprile a Bologna!

Ecco una breve descrizione del tema trattato:

“I sintomi, sia quelli transitori, sia quelli ricorrenti, sono trattati dalla medicina occidentale come un disturbo che occorre tacitare con ogni mezzo. La medicina occidentale si è assunta infatti il compito di mantenere, per quanto possibile, la nostra efficienza, proponendosi di annullare gli effetti di tutto ciò che potrebbe allentare o interrompere il legame che tiene uniti i suoi membri alla società. In questo modo ci aiuta a mantenere il nostro posto nella comunità, ma ci spinge a trascurare il messaggio che il corpo ci sta inviando.

Sottoposto a cure soppressive, il corpo, se si tratta di una informazione importante, cercherà in ogni modo di ribadirla, manifestando sintomi apparentemente diversi, ma sempre inerenti al problema che sta vivendo. Segnalerà le sue esigenze, sviluppando disturbi ad un livello via via sempre più profondo, fino a limitare o interrompere una funzione organica. Se il suo messaggio continuerà a non essere ascoltato, renderà cronico il disturbo, abbandonando in tutto o in parte la funzione che non riesce più a gestire.

Spesso gravi malattie sono l’ultimo atto di disturbi lievi che, se interpretati correttamente, suggeriscono un cambiamento esistenziale, necessario al mantenimento della salute. Trascurare o anche enfatizzare questi segnali crea una distanza da se stessi potenzialmente pericolosa. Trascurarli mette a rischio la salute organica,  enfatizzarli crea una situazione ansiosa che impedisce la chiara visione della situazione.

La medicina psicosomatica suggerisce di prendere in considerazione cosa il disturbo ci impedisce di fare. Questo modo di vedere ha il merito di restituire al corpo la sua intelligenza e di collegarlo con le forze energetiche e psichiche che lo animano. Riconsegnando a chi soffre la propria responsabilità, gli offre la possibilità di ricondurre il sintomo al problema realmente vissuto dalla persona nel suo complesso. Di rado però, la comprensione verbale e, quindi, solo mentale della situazione è di aiuto per una vera risoluzione.

Nelle rappresentazioni con le Costellazioni Familiari, i sintomi ricorrenti o permanenti sono messi in relazione con i legami che ci connettono al nostro sistema familiare. Se nella nostra vita affettiva o in quella dei nostri genitori o di altre persone critiche della famiglia qualcosa è rimasto incompiuto e chi ha vissuto la frattura non ha avuto la forza di comprenderla, il sintomo ci avvisa che è venuto il momento di riconsiderare la cosa.

Essendo il corpo l’aspetto visibile dell’anima, esso ha proprio il compito di manifestare quello che si muove nell’interiorità. Il sintomo è il segnale che sta avvenendo un movimento interno che chiede di essere considerato. Il riconoscimento di questo movimento ci darà delle indicazioni sorprendentemente precise per procedere nella direzione del suo compimento. La sofferenza che il disturbo ci ha arrecato acquisisce così un senso, lasciandoci, non solo meno addolorati, ma anche più vicini a noi stessi.”

Mediatore: dott. Stefano Saviotti

Accompagnatrice: dott.ssa Diana Marchesi

Data: domenica  11 aprile 2010

Orario: ore 9.00 iscrizione, ore 9.30 inizio, ore 13.00 pausa pranzo, ore 15.00 ripresa, ore 19 conclusione.

Luogo: CSAPSA via S.Maria Maggiore, 1 Bologna

Costo: € 70.00 (coppie € 120.00, bambini e adolescenti gratis) più tessera associativa RuYi € 10.00

Agevolazioni: studenti e pensionati sconto 10%, soci Coop sconto 15%

Informazioni ed iscrizioni: mail: ruyi@fastwebnet.it, sito: http://www.ruyi.it

tel. 051477982 – 3386002461(Alessandra)

Vi aspetto!!

salute e benessere

cammina e cammina…

Ebbene sì, lo devo ammettere… camminare è proprio bello! Grazie ad una amica, mi sono lasciata contagiare da questa droga naturale, economica e senza effetti collaterali (se non un pò di indolenzimento i primi giorni!).

Come mamma, moglie e donna mi sento in dovere di consigliare una bella passeggiata come terapia: anti stress (camminando ilnostro corpo libera delle sostanze, le endorfine e le serotonine, capaci di contrastare l’ansia e la depressione), anti muscoli flacidi, anti mal di schiena, anti programmi tv scadenti del pomeriggio, anti noia… pro benessere proprio, della coppia e della famiglia.

Camminando:

  • Si riarmonizza il battito del cuore che, come sappiamo, nei momenti di stress tende ad accelerare, causando ansie e paure.
  • In seguito ai miglioramenti fisici del corpo, la mente tende ad allontanare i problemi rendendoli meno assillanti e, allo stesso tempo, tende a vedere con maggiore tranquillità le preoccupazioni di tutti i giorni in modo da poterle affrontarle serenamente.
  • Si regolarizza il respiro, che invece nei momenti di ansia e di paura tende a farsi corto, superficiale e “alitante”.
  • Si scaricano le tensioni muscolari accumulate nei momenti di stress, senza il rischio di strappi o stiramenti.
  • Si protegge l’organismo da osteoporosi e da artrosi: infatti uno sforzo moderato e costante stimola la capacità delle ossa di assimilare il calcio e vi è produzione di sostanze come l’elastina ed il collagene che formano le cartilagini.
  • Si ristabiliscono i valori della pressione, i livelli dei trigliceridi e del colesterolo: si consumano cioè i grassi.

Vale anche per gli uomini, per i single, per i giovanissimi, per i meno giovani… per tutti.

Io preferisco camminare in compagnia, ma, anche in solitudine, è un momento piacevole, sia con musica di sottofondo, che ti aiuta a tenere il passo, sia immersi tra i suoni circostanti (ecco, magari se si ha la possibilità, sceglierei un parco, una carreggiata di campagna, un sentierino in montagna o… una bella spiaggia al tramonto!).

Il Walking (detto in inglese,vi sembra una pratica un pò meno banale? A me, … no!) è, comunque, una pratica sportiva riscoperta di recente negli Stati Uniti ed è alla base di tutto il fitness, ma soprattutto viene valorizzata per le sue potenzialità contro lo stress.

Il walking , dal punto di vista tecnico, è un perfezionamento del movimento naturale della camminata : la parola stessa significa appunto “camminare”. È un gesto spontaneo e naturale che tutti siamo in grado di compiere, ma che tendiamo ad usare sempre meno.

Per iniziare a praticare il walking non c’è bisogno di una preparazione particolare, non ci sono rischi e controindicazioni.

Consigli pratici

È bene, nel caso si voglia praticare il walking, seguire alcuni accorgimenti importanti:

  1. Per iniziare, non bisogna avere troppa fretta, ad esempio ponendosi degli obiettivi impossibili da raggiungere. È necessario invece procedere gradualmente per tappe e per livelli. In ogni caso, conviene seguire la vecchia regola di rallentare o di fermarsi quando il respiro si fa affannoso.
  2. È bene prepararsi con qualche esercizio di stretching (allungamento dei muscoli) sia prima della seduta di walking che dopo.
  3. Porre attenzione a curare la propria postura, magari facendosi consigliare da un esperto: la camminata deve risultare fluida, armoniosa ed elastica se si vogliono avere dei benefici.
  4. Bere acqua durante e dopo l’allenamento; mangiare cibi ricchi di sodio e di potassio (banane, patate, pomodori, latte, riso, carne di pollo, piselli, lenticchie, mandorle, spinaci).
  5. Curare l’abbigliamento, indossando abiti comodi ed in fibre naturali. Calzare scarpe comode, con la suola rigida alta circa tre centimetri e la parte interna morbida.

Consigli dello psicologo dello sport

  • L’atteggiamento mentale è fondamentale per ottenere il massimo beneficio, quindi…
  • …non è il caso di sforzarsi per ottenere subito dei risultati: si rischierebbe di aumentare la propria tensione e la propria ansia.
  • Ricordiamoci che il nostro benessere risiede nel saper ascoltare il nostro corpo: impariamo a farlo, per riconoscerne i segnali, praticando uno sport dolce come il walking.
  • Prima di iniziare un programma di sedute di walking adottiamo un semplice “diario di bordo”, cioè un quaderno sul quale segneremo periodicamente alcune delle nostre impressioni.

Buona Camminata a tutti e … “cammina che ti passa!”