costellazioni

“gli uomini e le donne”

Bellissimo questo tema. Il titolo sembra semplice, mi richiama alla mente il libro di Allan  e Barbara Pease “Perchè le donne nonsanno leggere le cartine e gli uomini non chiedono mai indicazioni”. Ma leggo la breve introduzione all’argomento che verrà trattato al prossimo seminario di Costellazioni Familiari e mi si apre un mondo fatto di mille volti, ricordi, parole dette e taciute. Mi viene da sorridere e pensare a mio marito, ai miei figli. Il cuore si allarga. Poi penso ai miei genitori. E ai miei nonni, quelli a cui sono stata in braccio e quelli che ho conosciuto come personaggi di un racconto; una storia che mi sembrava lontana, ma che ora sento di vivere anche io come protagonista.

 

Dateci anche voi una letta… non ricordo di preciso, ma io credo di averlo riletto almeno tre volte prima di uscire da quella sensazione, un po’ fastidiosa, di non capire nulla…

In pochi decenni, anche se il processo è tutt’altro che compiuto, siamo passati da una cultura fondata sulle differenze, a una cultura della parità. Se la prima era stata il pretesto per evidenti ingiustizie, la seconda tende a misconoscere differenze difficilmente trascurabili. Biologicamente parlando, gli uomini e le donne non sono uguali. La cultura attuale propende a sminuire le differenze biologiche e a favorire le esigenze individuali. Anche alcuni indirizzi della psicologia seguono questa tendenza. Mettendosi dalla parte degli individui, attribuiscono ai legami che danno origine alla vita la causa delle difficoltà incontrate dai singoli. Questo è in parte vero. Eppure, dove troveranno i singoli la forza di emanciparsi, se non a partire dal sistema che ha donato loro l’esistenza? Difendendo gli individui dai loro sistemi, non si dà forza agli individui; si rende solo inconsapevole la forza dei sistemi.

Nei sistemi familiari il maschile e il femminile sono entrambi indispensabili, ma non hanno lo stesso peso: il femminile è più importante, e per questo più resistente; il maschile meno importante, ma più fragile. Per difendersi, le donne si credono meglio degli uomini e gli uomini meglio delle donne. Di solito le donne, temendo di non essere abbastanza considerate, fanno troppo; gli uomini, temendo di non essere abbastanza stimati, fanno troppo poco.

In generale, ci sono due modi per non ascoltare i propri sentimenti. Il modo più tipicamente femminile è quello di confondere i sentimenti con le emozioni; il modo più tipicamente maschile è quello di nascondere i sentimenti con le idee. Le donne, vivendole, non temono le loro emozioni, ma rimangono catturate da certe idee e difficilmente riescono a cambiarle. Gli uomini di solito si trovano a loro agio con le idee, ma rimangono facilmente impigliati in singole emozioni.

Gli uomini temono di perdere il loro posto. A volte si aspettano che sia una donna a darglielo. Questo raramente può funzionare. Le donne possono rendere accogliente oppure minacciare il posto che gli uomini ricevono dai loro padri. Le donne temono di non essere considerate e spesso chiedono questo agli uomini. Ma gli uomini possono solo far risaltare o svilire la femminilità che le donne ricevono dalle loro madri.

Nelle nostre generazioni ci sono molti uomini, figli e nipoti di uomini che hanno perso il loro posto e ci sono molte donne, figlie e nipoti di donne che sono state vilipese. Può succedere che alcune donne neghino il posto agli uomini per compensare le proprie ave; che alcuni uomini disprezzino le donne per poter essere orgogliosi dei propri padri. Dato che siamo figli di un uomo e di una donna, possediamo tutti sia il maschile che il femminile. Forse converrebbe che le donne ascoltassero i loro uomini, facendo dialogare il maschile interno (il maschile paterno) con quello che viene loro incontro; che gli uomini non rifuggissero il sapere femminile che è in loro (il femminile materno) e che le donne impersonano così bene.

Il seminario si terrà domenica 20 marzo a Bologna, nella sala Csapsa in via S.M.Maggiore. Il seminario è apreto a tutti e fa parte della formazione base per Mediatore familiare e sistemico.

Mediatore: dott. Stefano Saviotti

Accompagnatrice: dott.ssa Diana Marchesi

Data: domenica 20 marzo 2011

Orario: ore 9.00 iscrizione, ore 9.30 inizio, ore 13.00 pausa pranzo, ore 15.00 ripresa, ore 18.30 conclusione

Luogo: CSAPSA via S.Maria Maggiore, 1 Bologna

Costo: € 70.00 (coppie € 120.00, bambini e adolescenti gratis) più tessera associativa RuYi € 10.00

Agevolazioni: studenti e pensionati sconto 10%

Informazioni ed iscrizioni: mail: info@ruyi.it, sito: http://www.ruyi.ittel. 051477982 – 3386002461(Alessandra)