costellazioni familiari

“non piangere”…??!

Questa è una breve introduzione al tema del seminario di Costellazioni Familiari che ci terrà domenica 17 aprile a Bologna..

La paura e il dolore sono i due sentimenti dai quali cerchiamo di tenerci più lontani. Questo è facilmente comprensibile, dato che sono associati a sensazioni sgradevoli e a una condizione per cui la vita stessa è minacciata. Eppure non potremmo vivere senza di essi. Se non avessimo paura, non ci guarderemmo dai pericoli e, se non provassimo dolore, non percepiremmo ciò che ci danneggia: attraverseremmo la strada senza guardare e ci bruceremmo con il fuoco dei fornelli. Paura e dolore sono anche strettamente legati fra loro. In certi casi, si mescolano a tal punto da essere indistinguibili. La paura è più astratta e ci spinge a scappare. Il dolore è più concreto, per questo è più difficilmente eludibile. Spesso usiamo la paura per proteggerci dal dolore. Anche il dolore, all’inizio, ci respinge lontano. A un certo punto, invece, la sua vastità esaurisce l’istinto di fuga e ci costringe a fermarci.

A volte la paura e il dolore diventano una condizione costante, il livello di coscienza da cui guardiamo tutta la realtà. Questo, pur limitando la nostra visione delle cose, sembra darci anche un certo vantaggio. La paura ci consente di non essere veramente presenti, pronti come siamo a fuggire. Il dolore, diventando un merito, autorizza chi soffre ad essere irresponsabile, perché si sente già scusato in anticipo per il suo comportamento.

La bioenergetica tradizionale cinese ci aiuta a chiarire le cose. La paura e il dolore fanno capo ai reni e al cuore che costituiscono l’asse energetico più profondo della nostra vita organica. La vita umana non può eludere del tutto la paura e il dolore, come non può fare a meno dei reni e del cuore. Se cerchiamo di circoscrivere l’uno, l’altra crescerà. Se ci somministriamo anestetici chimici, comportamentali o mentali, la paura aumenterà, rendendoci sempre più sensibili al dolore e sempre più bisognosi di altri anestetici. Se, al contrario, per nascondere la paura, assumiamo sostanze o ideali esaltanti, saremo più spavaldi, ma finiremo per sottovalutare il pericolo e mettere nei guai noi stessi e gli altri.

La paura e il dolore sono necessari a difendere la vita, ma, se troppo forti, rischiano di smarrire il nostro spirito. Le generazioni che ci hanno preceduto lo sanno bene e ci hanno insegnato ad evitarli. “Non piangere!” Ci hanno detto da bambini, temendo che dovessimo sopportare quello che loro hanno patito. Eppure, rimanendo al di qua dalla paura e del dolore, rinunciamo a vivere con pienezza, ottenendo solo di rimandare l’appuntamento. Certe volte questo è possibile, altre volte non più. Allora, non resta che attraversarli: provare a passare oltre, facendoci umili e prudenti. Per questa via è possibile scoprire che nella paura e nel dolore c’è un insegnamento potente. Resi attenti e cauti dalla paura, diventiamo capaci di fare scelte difficili. Resi concreti e benevoli dal dolore, ci sentiamo sospinti da una forza insospettata. All’inizio incerta, poi sempre più quieta, essa ci apre a qualcosa di nuovo, a una nuova comprensione della nostra e della comune realtà umana.

 

Mediatore: dott. Stefano Saviotti

Accompagnatrice: dott.ssa Diana Marchesi

Data: domenica 17 aprile 2011

Orario: ore 9.00 iscrizione, ore 9.30 inizio, ore 13.00 pausa pranzo, ore 15.00 ripresa, ore 18.30 conclusione

Luogo: CSAPSA via S.Maria Maggiore, 1 Bologna

Costo: € 70.00 (coppie € 120.00, bambini e adolescenti gratis) più tessera associativa RuYi € 10.00

Agevolazioni: studenti e pensionati sconto 10%

Informazioni ed iscrizioni: mail: info@ruyi.it, sito: www.ruyi.it tel. 051477982 – 3386002461(Alessandra)


 

costellazioni, costellazioni familiari, psicoterapia

seminario di costellazioni familiari: “la rabbia”

Domenica 21 marzo nella sala CSAPSA in via S.M.Maggiore 1, a Bologna, si terrà un seminario di Costellazioni Familiari dal titolo”La rabbia”.

L’incontro è aperto a tutti coloro che intendono guardare con più chiarezza alla propria realtà affettiva.

Di seguito, trovate le informazioni necessarie e una breve introduzione all’argomento proposto.

Il seminario si inserisce nel percorso di formazione base per Mediatore familiare e sistemico.

Siamo in un autobus affollato e qualcuno ci pesta il piede, oppure siamo nel traffico e qualcuno impedisce alla nostra auto di passare. Se fossimo ben presenti a noi stessi diremmo o faremmo qualcosa per chiedere a chi ci calpesta o ci ostacola di stare più attento. Invece spesso di fronte ad un impedimento non agiamo, ma preferiamo rimanere nel disagio.

La rabbia è un sentimento che serve a suscitare una reazione, a tirare fuori l’aggressività che necessaria per conservare il nostro posto quando è minacciato. Il mancato funzionamento di un meccanismo così naturale ci fa capire che chi non è arrabbiato non ha difficoltà ad arrabbiarsi all’occorrenza: egli sa che, ottenuto il suo scopo l’aggressività svanisce. Chi è profondamente arrabbiato invece si arrabbia difficilmente, se lo facesse entrerebbe in contatto con qualcosa che la rabbia nasconde, quindi preferisce sentirsi superiore, soffrire piuttosto che agire, e rinnovare così le ragioni del suo risentimento.

Nella Medicina Tradizionale Cinese la rabbia è una emozione collegata con l’attività del circuito energetico fegato/cistifellea, che rappresenta nell’organismo umano la fase energetica dei vegetali (legno). L’aggressività che si placa una volta raggiunto lo scopo di proteggerci, che si mantiene quindi su di un piano concreto, è la dote naturale delle piante, che si adattano e proliferano appena si creano le condizioni necessarie. La stasi di questa forza, il suo trasferimento sul piano mentale, la rabbia nei confronti dei supposti aggressori e non di quelli veri, serve a sostituire qualcos’altro.

La rabbia che permane, come condizione emotiva di fondo, è un sentimento secondario. La rabbia è più facile della paura e molto più facile del dolore. Ci arrabbiamo con qualcuno perché lo temiamo o semplicemente non lo conosciamo.  Ci arrabbiamo con qualcuno perché non abbiamo la  forza di soffrire per la sua perdita.

Tutte le separazioni suscitano sentimenti luttuosi. Spesso ammettere una mancanza irreparabile, a causa della scomparsa o dell’allontanamento di una persona cara, non è facile. Allora ci arrabbiamo, perché non riusciamo né a  vivere fino in fondo il sentimento della perdita, né a farne a meno. Arrabbiandoci con chi ci manca o con un suo sostituto, fissiamo la perdita, facciamo i conti con essa coltivandola ogni giorno, come se fosse una pianta che non può fare a meno delle nostre cure.

In certi casi la rabbia può essere anche un modo per sentirci collegati ad un famigliare. Per quanto attenuata, l’aggressività che non trova espressione si riversa sull’elemento più debole del sistema, che diventa oggetto dell’aggressività oppure suo interprete. Spesso il figlio vive la rabbia che il genitore, a sua volta troppo arrabbiato, non riesce a manifestare. Anche questa rabbia sostituisce un altro sentimento più difficile da vivere, ma di cui non è facile riconoscere l’origine, perché si tratta di un sentimento non vissuto, ma ereditato.

Mediatore: dott. Stefano Saviotti

Accompagnatrice: dott.ssa Diana Marchesi

Data: domenica  21 marzo 2010

Orario: ore 9.00 iscrizione, ore 9.30 inizio, ore 13.00 pausa pranzo,

ore 15.00 ripresa, ore 19 conclusione.

Luogo: CSAPSA via S.Maria Maggiore, 1 Bologna

Costo: € 70.00 (coppie € 120.00, bambini e adolescenti gratis) più tessera associativa RuYi € 10.00

Agevolazioni: studenti e pensionati sconto 10%, soci Coop sconto 15%

Informazioni ed iscrizioni: mail: ruyi@fastwebnet.it, sito: www.ruyi.it – tel. 051477982 – 3386002461(Alessandra)