fitoterapia

camomilla… in fiore!

Anche se mi capita di doverla estirpare perchè mi cresce i tra le piantine dell’orto, rischiando di soffocarle con la sua radicalità ed invadenza, ritengo che la camomilla sia una pianta di tutto rispetto (anche se un pò bistrattata dalle preparazioni solubili che si trovano al supermercato!).

Appartiene alla famiglia delle Composite, è una pianta legata alla Forza, ma avendo una segnatura doppia, sia solare che lunare (i capolini fioriti che si usano sono di colore bianco e giallo), conferisce calma e forza insieme.

Preso gli Antichi Egizi e in Mesopotamia, era messa in relazione con il Sole ed era utilizzata per trattare le febbri, alleviare i dolori, risolvere le costipazioni e le febbri causate da grossi umori collerici, disperdeva l’umidità e asciugava i catarri.

Il suo nome scientifico è Matricaria Chamomilla ( “matricaria” deriva da “matrice” che significa utero: da qui deriva la sua azione a livello uterino, come sfiammante e cicatrizzante, emmenagoga, stimolante, utile per le mestruazioni dolorose o scarse).

I fiori calmano i dolori: il principio attivo più importante è l’azulene che rende la Camomilla un valido rimedio calmante sulle nevralgie (nevralgie del trigemino ed in particolare odontalgie, sciatalgie, mialgie, torcicollo e dolori reumatici) e sui fenomeni spastici dell’apparato gastro- intestinale e  dei suoi annessi e sugli organi del bacino (crampi alla stomaco, gastriti, enteriti, costipazione spastica, scarsa motilità gastrica e intestinale).

Riassumendo, le indicazioni per la Camomilla sono:

  • gastrite, gastroenterite, epatite cronica (tonifica stomaco e  fegato)
  • gonfiore addominale, nausea (tonifica la milza)
  • amenorea, dismenorrea (tonifica e muove il sangue)
  • dolore addominale, colite, infiammazione della pelvi (riduce l’infiammazione e calma il dolore)
  • nevralgie

Si assume alla sera o prima dei pasti a seconda del soggetto.

Per preparare una buona tisana, è meglio utilizzare acque leggere, con pochi sali minerali. Mettete a freddo un pizzico (usate tre dita), equivalente di un cucchiaio, di capolini fioriti di camomilla, in acqua (una tazza), portate ad ebolizzione (fuoco lento) e poi colate. Mettendo le piante direttamente in acqua eliminate il tempo di infusione.

Ricordate che le tisane conservano i principi attivi anche da fredde.

I preparati di Camomilla li consiglio, oltre che per via orale, anche tramite nebulizzazioni, collutori, sulla mucosa congiuntivale (colliri) e come irrigazioni per l’apparato sessuale femminile.

L’olio essenziale di Camomilla, diluito in acqua (mettere alcune gocce in un pizzico di sale in quanto rende idrosolubile l’olio), affretta la guarigione delle ferite, come quella delle infiammazioni della pelle e delle mucose.

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